Nel 2021 nessun paese e solo il 3% del total e delle città, ha soddisfatto le linee guida sulla qualità dell' aria dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Dopo la tregua del Covid 19, che ha fermato aziende e trasporti, la qualità dell’aria è tornata a peggiorare in tutto il mondo. L’Agenzia internazionale dell’energia già ci aveva informato che nel 2021 le emissioni dì anidride carbonica erano aumentate del 6 per cento rispetto all’anno precedente.IQ Air, azienda dì tecnologia per la qualità dell’ aria, ha emanato un lungo e dettagliato rapporto che evidenzia il brusco aumento delle polveri sottili nell’ aria.

Nonostante le nuove linee guida dell OMS sulla qualità dell aria, secondo le quali per il bene della salute umana non bisogna superare la soglia annua di 5 μg/m³, nel 2021 nessun paese al mondo e solo il 3 percento delle città le ha soddisfatte.

I limiti forniti dall’ UE

Nel 2008 l’Unione Europea ha adottato la direttiva 50/EC (recepita dalla legislazione italiana due anni dopo) che per le PM2.5 pone un limite di 25 µg/mc come media annua. Valore cinque volte superiore rispetto alle nuove linee guida per la salute stabilite il 21 settembre 2021 dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), secondo cui per il bene della salute umana non bisogna superare la soglia annuale di 5 μg/m³, con un limite sulle 24 ore di 15 μg/m³. La situazione, rivela il rapporto di IQAir, è ben lontana da questi valori.

Il fattore Cina che fa buen sperare

Secondo un rapporto di Bloomberg, la «superinquinata» Cina produce la stessa quantità di anidride carbonica di Stati Uniti, India, Russia e Giappone messi insieme. Tuttavia, più della metà delle città cinesi incluse nel rapporto ha registrato nel 2021 livelli di inquinamento atmosferico inferiori rispetto all’anno precedente.

Complessivamente, commenta però Frank Hammes, CEO di IQ Air, «è scioccante che nessuna grande città o Paese stia fornendo aria sana e sicura ai propri cittadini».

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