La Cina definisce il proprio modello economico, industriale e tecnologico al 2030 attraverso il nuovo 15° Piano Quinquennale
Crisi energetica e guerra: il ritorno della dipendenza fossile in Europa
L’energia al centro della sicurezza europea a causa della guerra ed il nuovo piano della Commissione.
Il sistema bancario europeo e le nuove incertezze geopolitiche: un equilibrio fragile in un mondo che cambia
La European Banking Authority (EBA) evidenzia come il sistema bancario europeo sia immerso in un contesto globale caratterizzato da crescente instabilità geopolitica.
AI-Washing:Un Crollo da 1,5 Miliardi e La Necessità di Regolamentazione per un Settore in Crescita
AI-washing: l’utilizzo dell’AI come etichetta di marketing senza il supporto di un effettivo valore tecnologico.
USA – Iran, la guerra che cambia gli equilibri Mondiali
Un conflitto che non è solo militare, ma ridefinisce energia, mercati, alleanze e l’idea stessa di sostenibilità
Il ritorno del Net Zero Asset Managers nel 2026: numeri, pressioni politiche e nuova flessibilità climatica
Successivamente alla sospensione delle attività, dopo l’uscita di BlackRock e di altri grandi asset manager statunitensi a causa di pressioni politiche, la NZAM ha annunciato la sua ripartenza formale nel gennaio 2026.
Banca d’Italia accelera sulla transizione climatica
La Banca d’Italia accelera la transizione climatica con il nuovo “Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento.”
Risk Report 2026: i rischi globali nel nuovo disordine internazionale
Il mondo nel 2026: più competitivo, più frammentato, meno indulgente.
Sostenibilità europea, il Parlamento vota la riforma: verso un nuovo equilibrio politico
La revisione delle regole su rendicontazione di sostenibilità e dovere di diligenza segna una svolta nel percorso europeo.La transizione resta centrale, ma entra in una fase più selettiva e strategica.
Clima, geopolitica e finanza: Perché i rischi climatici insegnano alle banche a gestire anche il rischio geopolitico
Un nuovo studio del LSE Business Review evidenzia come le pratiche già sviluppate per integrare i rischi climatici nei modelli prudenziali possano costituire la base per gestire i crescenti rischi geopolitici