In un momento in cui l’industria automobilistica è immersa in una corsa verso la sostenibilità e l’efficienza energetica, Mazda annuncia con orgoglio il ritorno del motore Wankel. Una mossa audace che segna un ritorno alle radici dell’innovazione tecnologica per l’azienda giapponese, il cui impegno per la ricerca e lo sviluppo è sempre stato all’avanguardia nel settore.

Il motore Wankel, noto anche come motore a ciclo rotativo, è stato sviluppato originariamente da Felix Wankel negli anni ’50. La sua caratteristica distintiva risiede nella sua configurazione a cilindro rotante, che offre un’alternativa unica ai tradizionali motori a pistoni se pur conservando lo stesso ciclo termodinamico a 4 tempi.

Mazda è stata una delle poche case automobilistiche a adottare questa tecnologia, presentandola nel celebre modello RX-7 e RX-8, famoso per i primi Fast & Furious.

 

Tuttavia, con l’avanzare delle normative sulle emissioni e la crescente domanda di efficienza del carburante, il motore Wankel è stato gradualmente abbandonato da molti produttori. Questo a causa delle sfide legate alla combustione e alle emissioni inquinanti associate alla sua progettazione.

Ma Mazda, con la sua reputazione di pioniera nell’innovazione, non ha mai perso fiducia nel potenziale del motore Wankel e dopo anni di latitanza questo motore ritorna nella MX30 R-EV anche se con molta più umiltà in una versione ibrida. Circa 3 anni fa nasceva la prima Mazda di produzione full-electric MX-30 anche se limitata da un’autonomia di circa 200km. La casa giapponese non soddisfatta decide di offrire al mercato una nuova soluzione: la MX-30 R-EV che utilizza un’architettura ibrida plug-in in serie offrendo in sostanza la stessa esperienza di guida della sorella full-electric, ma questa volta con un’autonomia decisamente maggiore che arriva a circa 680km.

In questo tipo di architettura viene quindi sfruttata la compattezza del motore Wankel per inserirlo nella vettura come range extender in serie, ovvero come generatore che va ad alimentare la batteria presente sull’auto, ovviamente molto più piccola rispetto alla versione full-electric, che a sua volta alimenta un motore elettrico che provvede alla propulsione del veicolo. Il vantaggio del Plug-in in serie è che il motore a combustione non deve dare propulsione alle ruote; quindi, è possibile utilizzare un piccolo motore benzina ad un numero di giri limitato sfruttando la massima efficienza possibile risparmiando carburante e di conseguenza riducendo al minimo le emissioni.

Questa mossa audace di Mazda segna un punto di svolta nell’industria automobilistica, dimostrando che l’innovazione tecnologica può essere rivitalizzata e adattata alle esigenze del mondo moderno. Mentre il mondo si muove verso una nuova era di mobilità sostenibile, Mazda si distingue ancora una volta come un leader che abbraccia il cambiamento e trasforma le sfide in opportunità.

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