Il digital pollution – o inquinamento di Internet – rappresenta un concetto complesso e poco diffuso, tuttavia fondamentale.  Si basa sul fatto che la nostra attività digitale di qualsiasi genere emetta gas serra, precisamente il 4% dell’emissione totale.

Vengono evidenziati due tipi di inquinamento digitale: quello generato dai data centers/networks, e quello derivante dal nostro utilizzo personale di dispositivi in quanto consumatori.

 

Per farsi un’idea sulla misurazione dell’inquinamento digitale, l’International Energy Agency ha calcolato che guardare un’ora di video in streaming su una piattaforma come Netflix crea un’emissione di 36 g di CO2. Volare, invece, dall’aeroporto di Heathrow a JFK equivale a consumare 1300 kg di CO2.

 

Basti considerare l’aumento dell’utilizzo dei servizi streaming durante la pandemia per constatare che l’inquinamento digitale abbia a sua volta subito un incremento significante a seguito del lockdown del 2020.

 

Il settore della moda ne è rimasto particolarmente segnato, a causa dello shift da acquisto in loco ad acquisto online e in risposta alle sfilate durante la Fashion Week, trasmesse unicamente sul web.

Gli e-commerce contribuiscono notevolmente all’inquinamento di Internet, mettendo l’industria della moda sotto pressione per guidare il cambiamento. Tra i pionieri di questo movimento troviamo Maison Valentino, leader nel settore dal 1960.

 

Valentino è, infatti, la prima Maison nel mondo del lusso ad approcciare la sostenibilità digitale, vantando una collaborazione all’attivo con Karma Metrix, al fine di misurare la carbon footprint del proprio sito web.

 

Karma Metrix Energy Efficient Website è una società italiana di search marketing che unisce l’attenzione all’ambiente con il digitale, dando la possibilità alle aziende di quantificare le prestazioni energetiche dei propri e-commerce.

 

Ma quali sono i parametri con cui viene analizzata l’efficienza energetica di Valentino.com?

 

Secondo Forbes, l’algoritmo di Karma Metrix ha analizzato un pannello di oltre 11 milioni di visualizzazioni del sito attraverso vari fattori tra cui: numero e tipo di file Javascript, dimensione dell’immagine, scelte cromatiche e semplicità del codice html.

 

L’emissione di CO2 prodotta dal sito di Valentino è ora pari a 2,56 grammi per pagina visualizzata; valore che la Maison potrà ridurre, aprendo la strada alla limitazione delle emissioni digitali nel settore.

 

Gli stessi rappresentanti dell’azienda sottolineano l’importanza di intraprendere questo tipo di percorso, definendola:

“Una decisione che si inserisce perfettamente nell’approccio conscius-driven della Maison, guidata dall’impegno di generare un cambiamento positivo per il pianeta e per tutti coloro che lo abitano e di acquisire conoscenze in un campo inesplorato, per poi agire”.

 

Le misurazioni periodiche consentiranno il monitoraggio degli indicatori di sostenibilità digitali e il loro graduale miglioramento. Per questo motivo, la casa di moda viene considerata da Ale Agostini, ideatore del progetto Karma Metrix, “all’avanguardia nel processo di green transition”.

 

Come Valentino, il mondo della moda che oggi rappresenta il secondo settore più inquinante, inizierà a vedere sempre più incursioni su questioni dettagliate come quella di un web sostenibile, contribuendo al macro discorso che rappresenta oggi un punto chiave della nostra società: la sostenibilità e lo sviluppo sostenibile.

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