Nella suggestiva cornice della capitale italiana, Roma, si è aperto il Vertice FAO 2030, un evento di portata internazionale che ha l’obiettivo di affrontare una delle sfide più pressanti del nostro tempo: la lotta contro la fame entro il 2030. L’inaugurazione si è svolta in presenza di oltre 2000 partecipanti provenienti da più di 160 paesi, tra cui distinte personalità, tra capi di Stato e di governo, che hanno conferito all’evento un’aura di solennità e impegno.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivolto le sue parole ai presenti sottolineando l’importanza storica di questa riunione nella “Città Eterna”, Roma, che ospita anche le sedi di istituzioni cruciali come la FAO, il PAM e l’IFAD. “Per tre giorni, Roma è la capitale della sicurezza alimentare mondiale”, ha dichiarato Meloni, enfatizzando il ruolo centrale che questa città assume nella promozione della sicurezza alimentare a livello globale.

Il Vertice tenutosi nella capitale non è solamente una dimostrazione di presenza, ma un’occasione cruciale per affrontare tematiche di portata globale. L’attenzione si è concentrata sul rapporto intricato tra cambiamento climatico e sistemi alimentari, sulla lotta alla denutrizione e alle malattie legate alla cattiva nutrizione, sfide che travalicano i confini nazionali e coinvolgono la comunità globale. Questo Vertice rappresenta l’impegno dell’Italia non solo come paese ospitante, ma anche come organizzatore e promotore di un dialogo che va oltre le barriere geografiche.

La presidente del Consiglio Meloni ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di una cooperazione non predatoria con le nazioni africane, offrendo un approccio diverso alla collaborazione internazionale. “Dobbiamo creare un modello di cooperazione non predatorio con i paesi africani per garantire loro la possibilità di vivere delle loro risorse”, ha dichiarato la presidente, enfatizzando il ruolo cruciale che l’Italia, come paese prossimo all’Africa, può giocare in questo contesto.


Inoltre, la presidente ha esaltato la dieta mediterranea, riconoscendola come un modello di alimentazione capace di affrontare il doppio fardello della malnutrizione. “I principi della dieta mediterranea possono offrire una soluzione in questo senso, in quanto non è costosa, si basa su materie prime locali stagionali nel rispetto del territorio e della biodiversità”, ha affermato Meloni, sottolineando l’importanza di condividere questa eredità culturale con il mondo intero.

Tuttavia, non si può ignorare il contesto globale in cui si inserisce il Vertice. La recente decisione della Russia di ritirarsi dall’accordo sul grano del Mar Nero ha innescato un allarme sulla sicurezza alimentare globale. Meloni ha espresso il suo appello affinché la Russia riesamini questa decisione, mettendo in evidenza la responsabilità di ciascun paese nel preservare la sicurezza alimentare a livello mondiale.


Il Vertice ha inoltre reso evidente l’importanza dell’impegno dei paesi più ricchi nel tendere la mano a quelli meno fortunati. Il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato l’essenzialità di azioni congiunte per affrontare sfide globali. “Troppi bambini ancora muoiono di fame, sembra incredibile, e i Paesi più ricchi hanno il dovere di tendere la mano a chi ha bisogno”, ha dichiarato Tajani, sottolineando il ruolo di primo piano che l’Italia intende svolgere in questa prospettiva.


Il Vertice FAO 2030 si configura come un passo importante verso la realizzazione dell’obiettivo “Fame Zero” entro il 2030. Tuttavia, la sfida è di proporzioni monumentali: secondo l’Agenzia dell’ONU Ifad, saranno necessari 400 miliardi di dollari aggiuntivi all’anno di investimenti nei sistemi alimentari per raggiungere questo traguardo. Il cammino è ancora lungo, ma la volontà globale di agire è evidente, come affermato dal Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, “Il tempo è agli sgoccioli, servono azioni urgenti”.

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