Il cambiamento climatico riguarda ogni paese dei cinque continenti e resta la prioritaria emergenza ambientale decisiva per le sorti del pianeta alla quale ciascuno deve contribuire perché è parte del problema e della sua soluzione

La variazione delle condizioni climatiche, l’innalzamento del livello del mare uniti ad altri fenomeni meteorologici ancora più estremi, sono solo l’inizio di una serie di impatti negativi come conseguenza delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dalle attività umane. 

Queste emissioni hanno toccato il loro livello più alto nella storia. 

La previsione riguarda la temperatura media della superficie terrestre che sembra essere destinata – a meno che non si intervenga – ad aumentare di circa 3º C in questo secolo.

Le soluzioni devono essere a livello internazionale e ci deve essere una forte cooperazione che deve mirare ad aiutare i paesi in via di sviluppo a sfruttare economie più pulite ossia a bassa emissione di carbonio.

Per questi motivi i paesi hanno firmato il 12 Dicembre 2015 l’accordo di Parigi sul clima.

Fatti e cifre

Grazie al Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change) sappiamo che:

Dal 1880 al 2012 la temperatura media globale è aumentata di circa 0,85°C. Per rendere l’idea, per ogni grado in aumento, il raccolto del grano cala del 5% circa. Tra il 1981 e il 200, a causa del clima più caldo, la produzione di mais, di grano e di altre coltivazioni principali è diminuita in maniera significativa a livello globale di 40 milioni di tonnellate all’anno;

Gli oceani si sono riscaldati, la neve e il ghiaccio sono diminuiti e il livello del mare si è alzato. Dal 1901 al 2010, il livello globale medio dei mari si è alzato di 19 cm, dato che gli oceani si sono espansi a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacci. L’estensione del ghiaccio dell’Artico si è ritirata in ogni decade a partire dal 1979, con una perdita di 1,07 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio in ogni decade;

Si presenta per tutti un unico scenario: date le attuali concentrazioni e le continue emissioni di gas serra, è molto probabile che entro la fine di questo secolo, l’aumento della temperatura globale supererà 1,5°C rispetto al periodo dal 1850 al 1990. Gli oceani si riscalderanno e i ghiacci continueranno a sciogliersi. Si prevede che l’aumento medio del livello del mare raggiunga i 24-30 cm entro il 2065 e i 40-63 cm entro il 2100. Molti aspetti del cambiamento climatico persisteranno per molti secoli anche se non vi saranno emissioni di CO2;

Dal 1990 le emissioni globali di diossido di carbonio (CO2) sono aumentate del 50% circa;

Le emissioni sono aumentate più velocemente dal 2000 al 2010 rispetto alle tre decadi precedenti;

È ancora possibile limitare l’aumento della temperatura media a 2°C rispetto ai livelli pre-industriali utilizzando una vasta gamma di misure tecnologiche e modificando il nostro comportamento;

Un cambiamento istituzionale e tecnologico considerevole offrirà una possibilità migliore che mai che il riscaldamento globale non superi questa soglia;

La situazione in Italia

L’Italia emette annualmente gas serra – dati aggiornati al 2019 – equivalenti a circa 420 milioni di tonnellate di CO2; Ciò ha portato a un aumento della temperatura superficiale media di oltre 1,5º C.

Alla fine del 2019 è stata dichiarata dal Parlamento Europeo l’emergenza climatica e ambientale; la Camera dei deputati italiana ha approvato, il 14 Ottobre 2019, una mozione per impegnare il Governo ad adottare normative per riconoscere lo stato di emergenza ambientale e climatico.

Il decreto che è stato convertito in legge consisteva nell’adozione di un programma strategico per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria entro 90 giorni ma ad oggi il programma non è ancora stato definito.

Tra gli agenti inquinanti che formano lo smog c’è il PM10 che consiste in una serie di polveri fine dannose per la salute. L’Organizzazione mondiale della sanità prevede di non sforare una concentrazione di 50 microgrammi su metro cubo.

In Italia il limite legale di emissione è stato superato principalmente dalle Regioni del Nord Italia.

Obiettivi

Qual è il contributo che i cittadini possono dare a questa causa fondamentale per il XXI Secolo?

Sicuramente bisognerà integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali ma sarà altrettanto importate migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva per far si che ogni cittadino possa contribuire attivamente alla causa.